3 marzo: Tre mappe antiche oggi in digitale raccontano la storia del Delta del Po

Il patrimonio cartografico antico, presente oggi a livello mondiale, costituisce un fondamentale Bene Culturale storico, per il suo straordinario valore storico, artistico e documentario. Il valore documentario, in particolare, è legato al fatto che la cartografia antica contiene informazioni di carattere qualitativo e quantitativo essenziali per analisi sull’evoluzione del territorio nel tempo, come evoluzione del paesaggio e urbanistica.

Con l’avvento dell’era digitale, l’informatica permette di acquisire in digitale i documenti cartografici antichi, di proteggere tale patrimonio storico-culturale dall’effetto deleterio del tempo, di poterlo diffondere in rete verso un pubblico più ampio, e di analizzare e gestire la cartografia antica in modo nuovo, e più efficace per gli studi. A tal fine, la cartografia antica opportunamente digitalizzata può essere georeferenziata, vale a dire “trasportata” in digitale sulla cartografia attuale, così da consentire un confronto diretto tra le due. Il processo non è banale, soprattutto quando si lavora con cartografia molto antica, ma il risultato può essere molto utile per l’analisi quantitativa dell’assetto antico del territorio e per lo studio della sua evoluzione.

Oggi vediamo tre carte coeve dell’area deltizia del fiume Po, redatte alla fine del XVI secolo da Ottavio Fabri (forse inventore della squadra zoppa, strumento la cui costruzione ed il cui utilizzo sono descritti in un manuale tecnico redatto da lui stesso), Gerolamo Pontara e Bonaiuto Lorini, e oggi conservate all’Archivio di Stato di Venezia (Figura). Tali carte, acquisite in digitale e trasposte sulla cartografia attuale (Figura), mostrano l’aspetto antico del Delta del Po a pochi anni dal Taglio di Porto Viro, che modificò radicalmente il Delta. La gestione di questi documenti in ambiente digitale mediante software specialistici consente di effettuare analisi non solo qualitative ma anche quantitative.

A cura della dottoressa Giorgia Gatta

 

 

 

Referenze

Ottavio Fabri (1673). L’uso della squadra mobile. Con la quale per teoria et per pratica si misura geometricamente ogni distanza, altezza, e profondità. S’impara à perticare, liuellare, et pigliare in dissegno le Città, Paesi, et Provincie. [...]. Padova: Gattella

Bitelli G., Cremonini S., Gatta G. (2014). Cartographic Heritage: toward unconventional methods for quantitative analysis of pre-geodetic maps. Journal of Cultural Heritage, 15 (2), 183–195.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1296207413001337

Bitelli G., Cremonini S., Gatta G. (2013). Analisi metrica in ambiente digitale di due carte pregeodetiche coeve condotta con metodologie non convenzionali. Bollettino AIC n. 149 dicembre 2013, 27-40.

https://www.openstarts.units.it/dspace/handle/10077/11033

 

 

Museo Geologico Giovanni Capellini

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Giuseppe Cosentino

Elide Schiavazzi  elide.schiavazzi@unibo.it

 

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