N&MSet13 - La legge è uguale per tutti?

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La legge è uguale per tutti?

 

E’ storia di tutti i giorni. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

            Pochi mesi fa il Tribunale dell’Aquila, in primo grado, ha condannato per presunta cattoiva comunicazione sismica la Commissione Grandi Rischi costituita in gran parte da esperti di fama mondiale che hanno avuto il merito di aggiornare la classificazione sismica e vulcanica del Paese e di dotare l’Italia di una rete di segnalazione sismica e controllo attiva costantemente e operativa in tempo reale (è stata esportata nel Mediterraneo e in altri Paesi del mondo). Un magistrato, in pratica, li ha condannati per non aver previsto una scossa di media energia che, per il dolo o l’errore di altri (magistrati compresi) è stata oltremodo letale (mancata prevenzione e inosservanza delle norme). E’ la prima sentenza del suo genere al mondo, indice di protagonismo poco ponderato, e destinata a rimanere solitaria e, soprattutto, inefficace, finché la previsione dei terremoti rimarrà impossibile, e la collaborazione della società più attenta agli oroscopi che alla voce della scienza (Natura & Montagna 59, 2012, 2, p. 6).

            Adesso è un magistrato bolognese ad archiviare un caso che, per grossolana negligenza progettuale e presuntuosa leggerezza ha fatto ritardare di almeno un anno il completamento di una grande opera di assoluta necessità per l’intero Paese da almeno 20 anni, la Variante di Valico dell’Autostrada del Sole fra Sasso Marconi e Barberino di Mugello, in quel moderno girone infernale della Bologna–Firenze, che neanche la fervida fantasia del padre Dante avrebbe saputo immaginare. Col risultato di farne aumentare indebitamente di molti milioni di Euro il costo finale, ovviamente a carico di ognuno di noi. Si tratta di una pendice franosa rimessa in moto dagli scavi delle gallerie troppo vicine al versante che hanno messo a rischio la nuova opera, la vicina sede della A1 e danneggiato molti edifici di S. Maria di Ripoli.

Certo, non ci si aspettava che la Signora Giudice incriminasse i responsabili (tutti noti) per decessi fortunatamente non avvenuti. Ma un po’ di cautela, buon senso (ora lo chiamano principio di precauzione, ma il peso dei paroloni incongruenti evidentemente non ne rafforza l’applicazione), realismo, e ammonimento (con l’invito a lavorare a regola d’arte) sarebbero stati auspicabili.

            Non si capisce come possa il Magistrato dire che “non è possibile affermare che una diversa progettazione e una diversa collocazione avrebbero escluso l’insorgere di movimenti franosi, né attribuirne l’attivazione a soggetti specifici” (Corriere della Sera, 23 Luglio 2013, 8BO).

Fa specie che nel collegio dei consulenti non ci fosse un geologo esperto di frane e della struttura geologica dell’Appennino Settentrionale. Sorprende ancor di più che la Signora Giudice sembri non sapere che a Pian del Voglio (poco più a monte lungo lo stesso versante della Val di Setta) l’originaria sede della A1 a cielo aperto, poco dopo l’inaugurazione, aveva cominciato a cedere per frana. Fu prontamente sostituita da una nuova sede in galleria ben perforata all’interno della montagna per quasi due km, proprio per evitare la propensione alla frana di una larga fetta di terreno e roccia lungo quel versante.

            Memori di quella esperienza fatta ancora da giovani studenti di geologia, non abbiamo esitato a richiedere a Italferr e Cavet gallerie più profonde e meno parietali prima della costruzione dell’Alta Velocità Bologna–Firenze. E gli enti hanno subito convenuto, nonostante l’allungamento dei tratti in galleria, per garantire viaggi sicuri a tutti, compresa la Signora Giudice. Che a questo punto, ogni volta che andrà a Firenze in treno, dovrà convenire che anche la frana di Ripoli poteva essere evitata, se geologi esperti e qualificati avessero visionato il progetto prima dei lavori.

            La sentenza di archiviazione invece suona sinistra, come se non esistesse un Ordine dei Geologi e non ci fosse una disciplina apposita, un corso di studio, un’area disciplinare CUN 04 che, in un Paese geologico giovane e pericoloso come l’Italia, dovrebbe essere conosciuta, considerata, e valutata ben al di sopra del suo peso numerico.

            Che neanche i giudici lo sappiano è un dramma per il Paese, e forse è una delle ragioni per cui assistiamo a giudizi così diametralmente opposti: talebano quello dell’Aquila, minimalista quello di Bologna. Ambedue ingiusti, offensivi, dannosi per il Paese. Come si fa allora ad avere fiducia nella Magistratura?

 

PS!

La coraggiosa presa di posizione del Procuratore Caselli sul terrorismo fra gli anti TAV in Val di Susa non cambia la situazione riguardo alla magistratura discussa prima. Noi lo denunciamo da anni questo duplice disegno anti stato, inconscio da un lato, lucido dall’altro (N&M 58, 2, p. 5 e 59, 2012, 1, p. 7). Non se ne poteva accorgere prima il Procuratore? Non poteva già aver fatto qualcosa di concreto? Quanti altri giudici sono disposti a seguirlo? E quanti poeti fascinosi e irrazionali e filosofi deboli e garanti fuori ruolo, attrattivi e sobillatori, si faranno convincere? Provate a chiederlo a Erri de Luca, a Gianni Vattimo, a Stefano Rodotà! Io gli vorrei domandare se abbiano mai usato l’Alta Velocità, magari anche solo in Francia o Germania, pur di non vergognarsi in patria. Se sì, non perderò tempo a convincerli dei loro errori. Se no, allora tenterò. Ma rimane sempre il problema di sapere quando sarà possibile incriminare un giudice per omissione di atti d’ufficio.

 

Gian Battista Vai

Museo Geologico Giovanni Capellini

via Zamboni, 63 40126 Bologna

Orario di apertura al pubblico:

Dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00

Sabato, Domenica e Festivi dalle ore 10:00 alle 18:00

Chiusure: 1 Gennaio, 1 Maggio, 15 Agosto, 24 e 25 Dicembre.

Per informazioni:

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Per le scuole:

Per concordare data e percorso didattico, visitare la sezione Aula Didattica e telefonare al numero 0512094593.

Giuseppe Cosentino

Elide Schiavazzi  elide.schiavazzi@unibo.it

 

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